Pastore Tedesco

ola di chiara sorgenteI fondatori della razza furono i tedeschi Max Emil Friedrich von Stephanitz, comandante di cavalleria, e Arthur Meyer che, con alcuni soci, istituirono nel 1899 il primo libro genealogico della razza del cane da Pastore Tedesco e diedero le origini in Germania all’attuale Verein für Deütsche Schaferhunde (S.V), la società a salvaguardia dell’attuale standard della razza.

Il Pastore Tedesco attuale è frutto della rigida selezione iniziata e portata avanti in Germania dagli allevatori, curando l’aspetto estetico funzionale, ma soprattutto tenendo in grande considerazione l’aspetto caratteriale. Per queste particolari qualità, il Pastore Tedesco ha avuto un grande successo ed interesse tanto da divenire una delle razze canine più diffuse al mondo.

Per quanto riguarda l’Italia, l’ente che detiene il registro genealogico è l’E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofila Italiana), ma il ruolo più importante è svolto dalla S.A.S. (Società Amatori Schaferhunde) sotto l’egida dell’E.N.C.I., è affiliata alla S.V. e alla W.U.S.V. (Weltunion der Vereine für Deüsche Schaferhunde)). Essa tutela l’allevamento della razza con principi selettivi a difesa della stessa, a scopo sportivo ma con propositi migliorativi per quanto riguarda la qualità dei soggetti e in difesa di tutte quelle caratteristiche che fanno del pastore tedesco un cane bello, sano e con un carattere forte ed equilibrato. Secondo questi principi, in riproduzione dovrebbero venire impiegati solamente soggetti esenti da malattie con patologie ereditarie e con qualità che solo la selezione documentata può attestare, in modo tale che i frutti di tali accoppiamenti possano essere dei cuccioli qualificati e sani.